La mia storia
Ho iniziato ad avere i primi contatti con la natura sin da quando ero in fasce. I miei genitori non perdevano occasione per portarmi in mezzo alla campagna, in riva ai fiumi, nei boschi, in montagna e da sempre ho capito che, in quell’ambiente, mi trovavo perfettamente a mio agio.
La stima che nutrivo per lo zio e lo stretto contatto con lui mi hanno permesso di avvicinarmi alla sua passione per la fotografia. Mi ricordo quando lo ascoltavo e mi diceva “se fotografi gli animali, l’occhio deve essere a fuoco”. Tutti questi insegnamenti mi hanno aiutato ad utilizzare al meglio, già a 12 anni, la mia prima fotocamera, una “Zorki 4K”, macchina di fabbricazione russa, copiata dalla prestigiosa “Leica”, con delle prestazioni ottime. Con quel meraviglioso giocattolo ho potuto sperimentare, provare, sbagliare: non facevo un passo senza averla a portata di mano.
Un tempo non era come ai nostri giorni, dove basta interrogare il computer e tutti i dubbi sono risolti, bisognava avere voglia di ricercare, di scoprire; era un mondo nuovo, in continua crescita. La curiosità e la voglia di sapere non mi sono mai mancate e mi hanno permesso di arrivare a scoprire e conoscere quelle informazioni necessarie per utilizzare la tecnologia dell’epoca.


Parallelamente la grande passione per il mare mi ha spinto a conseguire il brevetto di istruttore subacqueo e fotografia subacquea, cosi da poter completare e unire le mie due grosse passioni. Per oltre trent’anni ho insegnato in piscina e al mare la bellissima arte delle immersioni e, parallelamente, la fotografia subacquea: queste discipline mi hanno accompagnato in tutti i viaggi che sono riuscito a fare. All’inizio, la prima fotocamera utilizzata fu una “Nikonos” con flash a lampadine (ancora in mio possesso e funzionante). Poi, con il passare degli anni, la tecnologia sfornava ogni mese macchine, custodie, flash sempre più performanti, sia terrestri che subacquei. É stato bello vivere quel momento, in quanto sono riuscito a metabolizzare tutto ciò che la fotografia poteva offrire.
Anche la professione di odontoiatra, mi ha permesso di continuare a scattare fotografie durante l’orario di lavoro, per documentare e migliorare le mie prestazioni.
Come tutti sono stato affascinato dall’avvento del cellulare utilizzato anche come fotocamera: era comodo, piccolo, sembrava insuperabile, era il futuro, perdendo però quasi due decenni di fotografie. Riguardando i file generati dal cellulare capisco che sono molto diversi da quelli fatti da una fotocamera reflex.
Da diverso tempo ho “rispolverato” le mie vecchie reflex, comprandone anche di nuove, facendo dei cambi, sbagliando acquisti, per arrivare alle nuovissime mirrorless, che mi permettono di essere mie gradevoli compagne nei momenti liberi, dedicati alla grande passione per la fotografia naturalistica.
Roberto Marrone